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13/01/2010

Il Gusto del Weekend

sant'orso2.jpgUNA FIERA LUNGA MILLE ANNI

 

E’la Fiera di Sant’Orso, che da tempi immemorabili il 30 e il 31 gennaio di ogni anno riempie Aosta con i più ricercati prodotti della tradizione artigianale  valdostana. Legno intagliato, ferro battuto, pietra ollare, pizzo al tombolo e tessuti variopinti colorano le vie del centro storico per raccontare una storia antica

 

Mille anni di storia, mille artigiani in mostra e un Santo, che raccoglie l’identità di una città e di un popolo. Ecco cosa rappresenta, per Aosta e per l’intera Valle, la Millenaria Fiera di Sant’Orso. E’ dedicata ad un Santo che, giunto ad Aosta dall’Irlanda prima del IX secolo, era dedito ad alleviare le pene dei poveri praticando, fra l’altro, l’elemosina di sabots (tradizionali calzature in legno).

La fiera si svolge, oggi come mille anni or sono, in un periodo in cui i contadini, vedendo l’approssimarsi della primavera, giungevano in città ad acquistare gli utensili per il lavoro nei campi. La concomitanza di tali circostanze, un santo generoso e i primi accenni di primavera, fanno sì che la Fiera di Sant’Orso sia documentata sin dal 1243, ma si presume che i suoi albori siano da far risalire proprio alla presenza in città del Santo e dei canonici suoi seguaci, che offrivano alloggio ai pellegrini all’interno dell’ Hôpital de Saint-Ours.

Questa la cronaca, che talvolta si perde nella leggenda e che comunque si può percepire viva come non mai ogni 30 e 31 gennaio di questo giovane millennio, grazie alle testimonianze di un artigianato antico, che in mille anni dedicati alla vita quotidiana montanara è diventato una raffinata forma d’arte.

Grande manifestazione popolare, in cui emerge l’identità del popolo valdostano e si celebra l’appartenenza storico-culturale al proprio ambiente, la Fiera di Sant’Orso per due giorni ininterrotti riempie il centro storico di Aosta di un’atmosfera unica. E’ presente tutta la migliore creatività artigianale valligiana: la scultura e l’intaglio del legno innanzitutto, che rappresentano l’espressione più alta della cultura valdostana; la lavorazione della pietra ollare, arte risalente all’epoca neolitica; l’oggettistica in ferro battuto, che ha raggiunto punte altissime, quali la “Fontana del Melograno” del Castello di Issogne; la lavorazione del cuoio, sviluppatasi in valle in epoca romana; la vannerie, produzione di gerle e panieri in salice; l’infinito mondo dei tessuti e dei merletti.

sant'orso4.jpgL’ATELIER DES MÉTIERS

Nato con lo scopo di valorizzare il lavoro di chi ha fatto dell’artigianato una professione, l’Atelier des Métiers dal 28 al 31 gennaio campeggia in piazza Chanoux e in piazza Plouves, cuore di Aosta. Si tratta di una mostra-mercato nella quale i visitatori possono assistere alla realizzazione degli oggetti da parte degli artigiani stessi, che illustrano tecniche produttive spesso derivate da tradizioni che si tramandano da padre in figlio. Inoltre sono esposte le opere degli allievi dei corsi di scultura, intaglio, tornitura, falegnameria, tessitura, vannerie: è possibile scovare ed acquistare originali oggetti per la casa, mobili, lavori in ferro battuto, tessuti, calzature, accessori per l’abbigliamento, prodotti in ceramica, rame, vetro, oro e argento.

sant'orso 3.jpgLA LUNGA NOTTE DELLA VEILLÀ

Veillà”, il termine patois (dialetto valdostano di origine franco-provenzale) che sta ad indicare un “momento conviviale”, è un eufemismo se consideriamo che durante la Fiera il “momento” dura tutta la notte. Il passaggio fra il 30 e il 31 gennaio non vede attimo di sosta, non esiste il sonno, Aosta non dorme e non se ne lamenta, anzi! La lunga notte della Veillà è trascorsa lungo le vie del centro storico in una convivialità diffusa, anch’essa di sapore antico. Scaldati da una tazza di brodo o da una corroborante dose di vin brulé, ci si immerge in canti, balli, musiche per la strada e, poiché il movimento mette fame, nel giro delle “crotte”. Le caratteristiche cantine con la volta in pietra, aperte per l’occasione, fanno parte da sempre della tradizione valdostana legata ai prodotti dell’enogastronomia: nelle crotte ci si ripara dai rigori della notte invernale e si assaggiano in allegra compagnia la Fontina e gli altri formaggi locali, il Lard d’Arnad e lo Jambon de Bosses, il pane di segale e i vini provenienti dai più alti vitigni italiani. La festa dura sino all’alba e poi si ricomincia, per un’altra giornata intera.

Ma chi ha lasciato il cuore – e soprattutto il palato – nelle crotte, non abbia timore. Anche di giorno ci si può deliziare con i sapori valdostani nel padiglione enogastronomico, allestito in piazza Plouves sin dal 28 gennaio e presente fino al termine della Fiera.

 

grolle_orizz.jpgShopping alla Fiera

La grolla, il più famoso e ricercato oggetto dell’artigianato regionale, il cui nome deriva da quello del sacro “graal”, è essenzialmente un calice da vino con coperchio, scavato in un blocco unico di legno pregiato. La grolla era riservata alle bevute conviviali in occasioni speciali e da essa deriva la coppa dell’amicizia: sempre in legno, più bassa e panciuta, con beccucci e coperchio scolpito, si usa per bere insieme il caffè alla valdostana (con grappa, zucchero e spezie). Ancora dal legno l’artigianato valligiano ricava una ricca produzione di mobili e giocattoli, maschere dalla vivida espressione, scatole e cofanetti scolpiti, taglieri e vassoi, marchi per il burro, conocchie e i robusti zoccoli chiusi chiamati sabots.

Accanto al legno campeggiano ricercati complementi d’arredo in ferro battuto e le sculture in pietra ollare, utilizzata anche per la realizzazione di ciotole, piatti, scatole e per le tradizionali stufe.

Seguono gli accessori in cuoio, i panieri in salice (vannerie) e il variegato mondo dei tessuti: si passa pizzi_cogne-4185029.jpgdai delicati pizzi al tombolo di Cogne, al Drap (vivace tessuto d’arredamento) di Valgrisenche, alla tela di canapa di Champorcher, fino ad arrivare ai meravigliosi costumi regionali D’Socka e Pioun.

                                                                                                     

 

Informazioni Fiera di Sant’Orso: www.regione.vda.it   u-promozione@regione.vda.it